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Scritto da Patrick Manuello
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Mercoledì 24 Giugno 2009 11:20 |
All’interno del panorama delle letterature classiche, l’Eneide di Virgilio riveste un’importanza eccezionale non solo per ragioni letterarie, ma anche per il complesso contesto storico-culturale in cui il poema è nato. Molti possono essere gli approcci al poema (ad esempio, il rapporto tra l’Eneide e l’epica latina tradizionale), ma in questo contributo desidero soffermarmi, brevemente, sulla presenza nei primi due libri dell’Eneide di alcune scene ispirate all’antico epos greco. In effetti, una delle ragioni che rendono il poema virgiliano così importante per la storia letteraria è dovuta al fatto che Virgilio ha saputo riproporre, in una veste culturale e attraverso un linguaggio prettamente romano, le forme dell’antico epos eroico greco (a tal proposito si ricordi che a Roma la poesia epica era a carattere più storico che eroico). In particolare, Virgilio ha abilmente fuso in un unico poema tre significativi modelli letterari greci: l’Iliade, l’Odissea e le Argonautiche di Apollonio Rodio.
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Scritto da Sandrino Luigi Marra
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Lunedì 15 Giugno 2009 15:06 |
Il Sahara per chi lo visita, è un luogo di grande fascino, ma allo stesso tempo incute timore. L’aridità del suo territorio, la vastità dello stesso, le temperature estremamente elevate, l’assenza di flora e la quasi totale assenza di acqua, impressionano come pochi altri luoghi al mondo. Esso sembra un luogo quasi monotono sempre uguale nel suo paesaggio, senza vita, e fa pensare che non ve ne sia mai stata. Ma in realtà esso è un luogo variegato, che in tempi remoti era colmo di vita, frequentato da popolazioni umane che trovarono in tali luoghi le risorse naturali occorrenti alla propria sopravvivenza. Il Sahara deriva il suo nome dall’arabo “Sahrà” ovvero Fulva, dal colore della sua sabbia, e si estende su una superficie di 8.000.000 di chilometri quadrati, per una lunghezza pari a 4000 chilometri, dall’oceano indiano al mar Rosso, e per una lunghezza che oscilla tra i 1500 ed i 200 chilometri dalle coste del mediterraneo alle regioni centrali dell’Africa.
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Scritto da Maria Cristina Napolitano
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Mercoledì 20 Maggio 2009 00:00 |
Ciò che convinse i coloni greci di Thera, nel VII sec. a.C., e prima ancora i fenici, a fondare sulle coste libiche le loro nuove città fu certamente una ricchezza territoriale a dir poco accattivante e capace di possibilità di sviluppo, a livello economico e commerciale. Probabilmente è ancora lo stesso fascino che ci conduce oggi a ripercorrere le orme di quei primi uomini che fondarono su queste coste importanti città quali Cirene, Sabratha, Leptis Magna. È soltanto da pochi anni che la Grande Jamahiriya (ovvero la Repubblica Araba Libica Popolare Socialista) ha riaperto le porte al turismo, che essenzialmente è rivolto ai siti archeologici del paese e all’incantevole deserto.
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Scritto da Veronica Lotto
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Sabato 16 Maggio 2009 14:20 |
È la fine degli anni ’60 e l’archeologo russo V. I. Sarianidi sta cercando un sito in cui effettuare degli scavi. La scelta cade su un’anonima collina vicino Shibargan, nell’Afghanistan settentrionale, sulla quale sono stati trovati frammenti ceramici e dove le prime indagini portano alla luce resti di strutture abitative. Si tratta di Tillya Tepe, “la collina d’oro”, nome profetico se si pensa alle vicende successive. Gli scavi riprendono in modo sistematico solo nel 1977, dopo l’interruzione successiva alle indagini compiute negli anni 1969-1971. Vengono ritrovati i resti di un grande edificio in mattoni crudi edificato su una piattaforma la cui vita va dall’epoca a cavallo tra II e I millennio a.C. al IV sec. a.C., quando fu distrutto da un incendio. La missione sovietico-afghana prosegue la sua opera nonostante l’instabilità politica dell’Afghanistan e, nel 1978, per puro caso, venne fatta la scoperta che porterà all’onore della cronaca mondiale il nome di Tillya Tepe.
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